Non è un caso dunque che la biografia “Gian Maria Volonté” sia nata in quella che è anche la mia città, passeggiando tra le strade che videro Volonté bambino, e poi giovane e inesperto attore. In questa pagina riporto in breve la sua vita, per quelli che vorranno approfondire rimando al mio libro edito da add editore nel 2018.
«Serio, riservato e con una forte interiorità; ma Gian Maria è stato anche un uomo vulnerabile, bisognoso di conferme», scrive Stefano Loparco nel libro L’ultimo sguardo. Vita e morte di Gian Maria Volonté in uscita in questi giorni di dicembre per le Edizioni Bietti con un’introduzione di Ilaria Floreano. Loparco dice molto senza avere la presunzione di raccontare tutto, scava nell’animo dell’attore e spinge il lettore a riflettere sull’ultimo tratto di strada percorso da Volonté. L’ultimo sguardo è un libro necessario, da leggere.
Ritratti di Gian Maria Volonté vuole essere un omaggio all’attore e alle sue interpretazioni, ritratti unici di una stagione cinematografica irripetibile. [Cliccare sulla foto per vedere il video]
Sotto il segno dello scorpione, regia dei fratelli Taviani, 1969.
Martedì 6 dicembre 1994 alle 11:40 una cameriera trovò il corpo di Gian Maria Volonté riverso a terra nella sua camera d’albergo. Gian Maria era arrivato a Mostar a fine novembre nel 1994 per lavorare al film Lo sguardo di Ulissedi Theo Angelopoulos. La città era dilaniata dalla guerra.
BOSNIA-HERZEGOVINA. Mostar. December 1994. Italian actor Gian Maria VOLONTE during the shooting of the film ‘Ulysse’s Gaze’, directed by Theo ANGELOPOULOS.
«Volonté è stato protagonista indiscusso di una stagione del nostro cinema singolarmente interessante, dialettica, combattuta, viva e questo volume ha lo scopo di celebrarlo». Inizia con queste parole il libro Gian Maria Volonté. L’immagine e la memoria a cura di Valeria Mannelli, uscito da poche settimane, rivisto e ampliato rispetto alle due edizioni precedenti, grazie al sostegno del Museo Nazionale del Cinema di Torino che conserva l’archivio personale dell’attore.
Carla Gravina nasce a Gemona del Friuli il 5 agosto del 1941. Trascorre l’infanzia in Friuli, prima di trasferirsi a Roma all’età di dodici anni. Tre anni più tardi esordisce in Guendalina di Alberto Lattuada. Nello spazio di pochissimi anni diventa una delle attrici più promettenti del cinema italiano lavorando per Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Mario Soldati, Carlo Lizzani, Mario Camerini e Luigi Comencini. Il 5 luglio del 1960 debutta in teatro con Romeo e Giuliettadi Franco Enriquez.
La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri, scritto con Ugo Pirro, ebbe un percorso di preparazione impegnativo che coinvolse anche Gian Maria Volonté.
Nel novembre del 1957, durante una delle repliche teatrali della Fedra al Sant’Erasmo di Milano, Gian Maria Volonté conobbe Tiziana Mischi, un’attrice di vent’anni che aveva appena finito la scuola del Piccolo Teatro. Fra i due nacque subito una forte complicità e iniziarono una relazione che portò i due al matrimonio.